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LED verdi Ecologici – LED ecosostenibili – UNI 60825 – Classificazione LED

Abbiamo aperto un nuovo sito web per importatori da paesi extra UE come CINA, INDIA, Thailandia, Vietnam … USA CANADA e cosi via… Qui cerchiamo di spiegare come sorpassare i problemi documentali per passare le dogane e come scegliere i prodotti sicuri da importare.

 

  • Certificazione LED per le doganeLED verdi Ecologici – LED ecosostenibili – UNI 60825 – Classificazione LED

    I Moduli LED sono classificati, in base alla tipologia di installazione, in:
    • Da incorporare
    • Integrati
    • Indipendenti

     

    Le unità di alimentazione sono classificate in accordo all’uso previsto:
    – da incorporare
    – independenti;
    – integrate

     

    In accordo alla protezione contro la scossa elettrica:
    – SELV-equivalent o unità alimentazione di isolamento
    – autotrasformatore;
    – indipendente SELV

     

    Le direttive comunitarie di riferimento per il mercato dell’illuminazione sono:

    1. Direttiva bassa tensione
    2. Compatibilità Elettromagnetica
    3. Sicurezza Generale dei Prodotti
    4. Responsabilità per danno dei prodotti difettosi 85/374/CEE s.m.i.

    Dal 1993 esiste una norma tecnica destinata ai Laser che viene applicata anche ai LED
    EN 60825-1
    EN 61347-2-2
    EN 61347-2-11
    EN 55015 Limiti e metodi di misura delle caratteristiche di radiodisturbo
    EN 61000-3-2 Limiti per le emissioni di corrente armonica
    EN 61000-3-3 Limitazione delle fluttuazioni di tensione e del flicker
    EN 61547 Prescrizioni di immunità

     

    Allo stato attuale i riferimenti per le misurazioni delle radiazioni laser sono le norme CEI EN 60825-1:2009 fascicolo 9891 (anche denominata “nuova classificazione”) e CEI EN 60825-1 fascicolo 4405 R (anche denominata “vecchia classificazione”) .
    Le lampade e i sistemi di lampade sono invece classificati in 4 gruppi secondo lo standard CEI EN 62471:2009.
    Esente Nessun rischio foto biologico
    Gruppo 1 Nessun rischio fotobiologico nelle normali condizioni di impiego
    Gruppo 2 Non presenta rischio in condizioni di riflesso naturale di avversione alla luce o effetti termici
    Gruppo 3 Pericoloso anche per esposizioni momentanee

     

    Questa norma prevede metodi di misura e classificazione ed anche se non definisce vincoli specifici per la marcatura, rappresenta attualmente lo stato dell’arte in termini di informazioni sulla sicurezza fotobiologica delle lampade e dei sistemi di lampade (compresi i LED).
    Negli apparecchi di illuminazione i moduli LED possono essere cosi classificati:

    1. Classe 1: dispositivi intrisicamente e sempre sicuri nelle ragionevoli condizioni di utilizzo previste
    2. Classe 1M: dispositivi sicuri, nelle ragionevoli condizioni di utilizzo previste, purchè osservati a occhio nudo senza amplificazione
    3. Classe 2: Appartengono a questa classe gli apparecchi la cui emissione è nel campo del visibile ed ha una potenza sufficientemente bassa da provocare la reazione della palpebra entro 0,25s.
    4. Classe 2M: Appartengono a questa classe gli apparecchi la cui emissione è nel campo del visibile ed ha una potenza sufficientemente bassa, se si evita l’utilizzo di strumenti ottici, da provocare la reazione della palpebra entro0,25s.
    5. Classe 3, 3B e 4: in linea di principio non applicabili agli apparecchi di illuminazione in quanto presentano radiazioni pericolose per gli occhi o per la pelle.

    Le grandezze che permettono di classificare un LED sono:

    1. Limite emissione ammissibile – AEL stabilito per classe o tipo
    2. Dimensioni apparenti della sorgente – angolo sotteso all’occhio dell’osservatore
    3. Esposizione massima permettibile – MPE indica un valore di riferimento per evitare danni alla pelle o alla retina
    4. Distanza nominale per il rischio oculare – NOHD indica la distanza minima con cui si può osservare la radiazione emessa senza danno alla retina

    Ricade sul costruttore di apparecchi di illuminazione la responsabilità di accertare la classe di appartenenza dei moduli LED impiegati e fornire le istruzioni per il corretto e sicuro impiego.

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2004/108 Campo di applicazione direttiva compatibilità elettromagnetica:

Campo di applicazione direttiva compatibilità elettromagnetica:

 

La Direttiva si applica a tutti gli apparati elettrici o elettronici ad esclusione degli apparecchi
per uso militare e degli apparecchi radio utilizzati dai radioamatori a meno che siano
disponibili in commercio

La Direttiva impone che tali apparecchi debbano essere costruiti in modo tale che:
– i disturbi da essi generati siano limitati ad un livello che permetta agli apparecchi radio
e di telecomunicazione e agli altri apparecchi di funzionare in modo conforme alla
loro destinazione
– essi abbiano un adeguato livello di immunità intrinseca contro i disturbi
elettromagnetici che permetta loro il funzionamento in modo conforme alla loro
destinazione.

In particolare i principali criteri in materia di protezione impongono che il livello massimo
delle perturbazioni elettromagnetiche generate dagli apparecchi debba essere tale da non
disturbare l’utilizzazione in particolare degli apparecchi seguenti:
a) ricevitori di radiodiffusione sonora e televisiva,
b) apparecchiature industriali,
c) apparecchiature radio mobili e radiotelefoniche commerciali,
d) apparecchiature mediche e scientifiche,
e) apparecchiature di tecnologia dell’informazione,
f) elettrodomestici ed apparecchiature elettroniche per uso domestico,
g) apparecchi radio per l’aeronautica e la marina,
h) apparecchi didattici elettronici,
i) reti ed apparecchiature di telecomunicazione,
l) trasmettitori di radiodiffusione sonora e televisiva,
m) illuminazione e lampade fluorescenti.

Gli apparecchi citati devono essere costruiti in modo tale da disporre di un adeguato livello diimmunità elettromagnetica in un ambiente normale di compatibilità elettromagnetica, laddove tali apparecchi sono destinati ad operare, in modo tale da essere usati senza difficoltà.

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