Dichiarazione di conformità di un prodotto importato extra UE

Dichiarazione di conformità di un prodotto importato extra UE

La marcatura CE di un prodotto indica che il prodotto è conforme alla normativa UE e che vi è un responsabile del prodotto in Europa. Spesso però il prodotto viene importato da extra UE(USA o CINA per fare un esempio) e il fabbricante non vuole nominare un mandatario che lo rappresenti in Europa.

Cosa fare?
In base alla Direttiva Europea relativa alle macchine, 2006/42/CE art. 2 punto i), secondo comma, la persona fisica o giuridica che immette sul mercato una macchina deve garantire che il fabbricante soddisfi i propri obblighi ai sensi della direttiva.
Al §81 della Guida (Giuda Applicazione Direttiva Macchine – Seconda Edizione Giugno 2010 – Commissione europea imprese e industria) si legge “altri soggetti che possono essere considerati fabbricanti” e si legge che -se del caso- l’importatore dovrà/potrà assolvere a tali obblighi personalmente.

Quali gli obblighi del fabbricante? sono quelli prescritti dall’art. 5:

L’importatore si prende la responsabilità di garantire che tali obblighi siano soddisfatti dal fabbricante e quindi rilascia la dichiarazione di conformità.

Di fatto l’importatore si prende tutte le responsabilità del fabbricante e garantisce lui.

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2006/95 Campo di applicazione direttiva bassa tensione

Campo di applicazione direttiva bassa tensione:

Ai fini della presente direttiva per «materiale elettrico», si intende ogni materiale elettrico destinato ad essere adoperato ad una tensione nominale compresa fra 50 e 1 000 V incorrente alternata e fra 75 e 1 500 V in corrente continua, fatta eccezione per i materiali e per i fenomeni di cui all’allegato II.

Prima dell’immissione sul mercato, il materiale elettrico deve essere munito della marcatura CE stabilita nell’articolo 10, che attesta la conformità del materiale alle disposizioni della presente direttiva, compresa la valutazione della conformità di cui all’allegato IV.

Requisiti generali:
a) Le caratteristiche essenziali del materiale elettrico, la cui conoscenza ed osservanza sono indispensabili per un impiego conforme alla destinazione ed esente da pericolo, sono indicate sul materiale elettrico stesso oppure, qualora ciò non sia possibile, su una scheda che l’accompagna.
b) Il marchio di fabbrica o il marchio commerciale sono apposti distintamente sul materiale elettrico oppure, se ciò non è possibile, sull’imballaggio.
c) Il materiale elettrico e le sue parti costitutive sono costruiti in modo da poter essere collegati in maniera sicura ed adeguata.
d) Il materiale elettrico è progettato e fabbricato in modo da assicurare la protezione dai pericoli citati ai punti 2 e 3 del presente allegato, sempreché esso sia adoperato in conformità della sua destinazione e osservando le norme di manutenzione.

2. Protezione dai pericoli che possono derivare dal materiale elettrico
In conformità al punto 1 sono previste misure di carattere tecnico affinché:
a) le persone e gli animali domestici siano adeguatamente protetti dal pericolo di ferite o altri danni che possono derivare da contatti diretti o indiretti;
b) non possano prodursi sovratemperature, archi elettrici o radiazioni che possano causare un pericolo;
c) le persone, gli animali domestici e gli oggetti siano adeguatamente protetti dai pericoli di natura non elettrica che, come insegna l’esperienza, possono derivare dal materiale elettrico;
d) l’isolamento sia proporzionato alle sollecitazioni previste.

3. Protezione dai pericoli dovuti all’influenza di fattori esterni sul materiale elettrico
In conformità del punto 1, sono previste misure di ordine tecnico affinché il materiale elettrico:
a) presenti le caratteristiche meccaniche richieste in modo da non causare pericolo alle persone, agli animali domestici e agli oggetti;
b) sia resistente a fenomeni di natura non meccanica nelle condizioni ambientali previste, in modo da non causare pericolo alle persone, agli animali domestici e agli oggetti;
c) nelle condizioni di sovraccarico previste, non causi pericolo alle persone, agli animali domestici e agli oggetti.

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Motore lineare: come funziona?

Il principio del motore lineare:

Posizionando un magnete in grado di muoversi in moto rettilineo sopra altri due magneti fissi, in modo che sia in concordanza di polarità con uno dei due e in opposizione con l’altro, per effetto delle forze di attrazione e di repulsione, si otterrà che il magnete mobile si muoverà allontanandosi dal magnete fisso con la stessa polarità, per avvicinarsi a quella opposta. Se la polarità del magnete mobile si inverte, mediante un opportuno avvolgimento percorso da corrente elettrica, esso ritornerà indietro secondo lo stesso percorso.

Il motore lineare utilizza questo fenomeno, ed è formato da una slitta sulla quale sono collocati numerosi denti di materiale ferroso con avvolte delle spire, per formare degli elettromagneti. La slitta corre su una banda magnetica (cioè una serie di magneti permanenti), la lunghezza della banda magnetica determina, a meno della lunghezza della slitta, la corsa dell’attuatore lineare così ottenuto. La corrente fatta circolare negli avvolgimenti deve essere controllata (in ampiezza e fase) in modo opportuno così da regolare in modo ottimale la spinta del motore lineare; in questo modo il motore è dotato, in modo intrinseco, di un sistema di variazione della velocità.

 

Per ottenere dei movimenti fluidi e precisi i motori lineari devono essere progettati e controllati in modo opportuno. Dal punto di vista costruttivo la distribuzione dei denti deve essere sfasata rispetto ai magneti permanenti della banda magnetica. Quando il motore viene alimentato con la corrente elettrica trifase il flusso magnetico sinusoidale generato dagli avvolgimenti andrà a interagire con il flusso magnetico positivo e negativo creato dai magneti permanenti: questi due flussi vanno ad agire l’uno nell’altro, creando una vera e propria “cremagliera elettromagnetica” che determina il moto rettilineo della slitta e quindi il movimento dell’attuatore.

 

Controllo temperatura:

I motori lineari producono calore. Questo avviene principalmente per effetto della potenza dissipata dalla corrente elettrica che circola negli avvolgimenti. Il calore prodotto dagli avvolgimenti è calcolabile come potenza dissipata secondo la legge di Joule; questo calore si propaga all’intelaiatura del motore, che è fatta di alluminio, alla slitta, alle intercapedini d’aria e alla banda magnetica. Al fine di mantenere la temperatura del motore entro limiti accettabili, occorre fare in modo che il calore prodotto venga evacuato quanto più agevolmente possibile verso l’ambiente. Un aumento di temperatura può causare la dilatazione termica delle componenti meccaniche della macchina (situazione talvolta inaccettabile per macchine di precisione o di misura), ma può anche, oltre certi limiti, danneggiare il motore. È quindi necessario mantenere sotto controllo la temperatura di esercizio o, quantomeno, conoscere la massima escursione termica ammessa dall’applicazione.

Quello che rende possibile il movimento continuo del motore, passando quindi da uno stadio al successivo, è la capacità di commutare nel modo corretto la corrente nelle diverse fasi del motore (accendendo quelle attive e spegnendo quella passiva). Questo significa che i vari gruppi di avvolgimenti sono alimentati in modo sincrono. È quindi necessario conoscere la posizione di ciascun coil rispetto al piano magnetico per ottenere le giuste spinte: utilizzando un encoder.

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Documenti per importare motore lineare

La struttura del motore lineare
Il motore lineare è integrato in una struttura che gli permette movimenti controllati. In genere un motore lineare è formato almeno dalle parti seguenti:

– un’intelaiatura di montaggio

– una piano magnetico

– guide lineari, per supportare la slitta e il suo carico

– una riga di misura e relativa testina di lettura per fornire le informazioni di posizione del motore all’unità di controllo

– un’unità “coil”, se necessario raffreddata

– respingenti meccanici di sicurezza e sensori di fine-corsa per bloccare il movimento in caso di malfunzionamento.
Alimentazione elettrica

Tutti i “servomotori brushless” cosi chiamati, rotativi o lineari, non sono progettati per funzionare collegati direttamente ad una rete di alimentazione in CA.

 

Scopo motore lineare

Questi motori sono previsti per movimenti a velocità variabile e per posizionare dispositivi in posizioni lineari o angolari definite, con l’interposizione di controlli elettronici (per questo si chiamano “servo”).
A questo scopo, per funzionare, sono provvisti di un sistema di misura ( encoder o resolver o sensore di Hall).

 

Componenti motore lineare

Con l’espressione “motori lineari”, se usata in modo corretto, si intendono i due componenti “statore” e “forcer” (corrispondente al “rotore”) che analogamente ai motori torque, per poter essere considerati servomotori devono essere integrati con una piastra di supporto (corrispondente all’alloggiamento), guide e pattini di scorrimento (corrispondenti ai cuscinetti), un carrello (corrispondente all’albero) ed infine un encoder.
Questo assieme, in genere, viene chiamato “asse”, “modulo”, “attuatore”.
Elettricamente, tutti i tipi sopra descritti possono funzionare solo ed esclusivamente se collegati con cavi appositi, ad “azionamenti elettronici”, dispositivi dedicati, provvisti di microprocessori, circuiti di controllo e trasformazione della corrente alternata di rete,  software di gestione dei parametri di movimento.

 

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Documenti per importare paranco elettrico

Il paranco elettrico è normalmente comoposto da piu componenti quali ad esempio:

PULSANTIERA COMPLETA PER PARANCO xxxx
FINE CORSA CAVO PER PARANCO xxxx
FINE CORSA PER PARANCO xxx

le norme armonizzate che possono essere applicate ad un paranco elettrico sono:

Norme Armonizzate

UNI EN 12100:2010
CEI EN 55014-1
CEI EN 55014-2
CEI EN 61000-3-3
CEI EN 61000-3-2
CEI EN 60204-32
CEI EN 14492-2
ZEK 01-2-08

 

La valutazione di un rischio tipico di un paranco elettrico può essere cosi fatto:

 


 TIPOLOGIA RISCHIO

RESS ALL. I DIR. 2006/42/CE

Rovesciamento o caduta della macchina

ELENCO RESS

Pericolo presente nelle seguenti fasi della vita

Zone interessata dal pericolo

Persone esposte alla situazione pericolosa

Uso ordinario

Apparecchio

Utilizzatore, eventuale persona esposta in posizione troppo ravvicinato

DESCRIZIONE SITUAZIONE PERICOLOSA

STIMA DEL RISCHIO:

G

F

P

E

Al sollevamento di materiale che potrebbe scivolare durante la movimentazione o elementi che potrebbero scivolare o fuoriuscire dall’insieme per effetto di oscillazioni

4

1

1

4

16

PROVVEDIMENTI ADOTTATI

STIMA DEL RISCHIO

G

F

P

E

È necessario che la macchina sia installata come previsto dal costruttore su una superficie sufficientemente ampia e di adeguata resistenza.
L’imbracatura dei carichi deve essere fatta in modo idoneo per evitare la caduta o lo spostamento del carico durante il sollevamento

4

1

1

1

4

INDICAZIONI SUL MANUALE

Viene indicato nelle “precauzioni d’uso”
SEGNALETICA ADOTTATA MANUALE.JPG 

 

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attrezzature di lavoro – dichiarazione di conformità

Si tratta di un attrezzature di lavoro , che viene commercializzata verso un mercato di tipo professionale, per utilizzatori avvertiti o esperti. Spesso per attrezzature di lavoro possono essere intese apparecchi professionali inclusi nella direttiva macchine o in altre direttive più specifiche.

Di solito le attrezzature di lavoro non incluse in altre direttive possono essere caratterizzate così:

  1. la Direttiva infatti definisce attrezzatura di lavoro = “a) «attrezzatura di lavoro» qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto usati durante il lavoro
  2. Perciò le direttive europee applicabili sono essenzialmente la DIRETTIVA 2009/104/CE del 16 settembre 2009, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro.
  3. I requisiti di questa direttiva sono più restrittivi della GPSD – General Product Safety Directive.

Quindi:

Sulla base dell’Analisi dei requisiti essenziali di sicurezza richiesti vanno elaborate le “Indicazioni per l’etichettatura e le informazioni per il consumatore

La dichiarazione di conformità delle macchine è un documento che deve essere esibito al committente o al responsabile dei lavoratori, assieme ad altri documenti indicati nell’allegato XVII del Dlgs 81/08, per dimostrare il possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale dell’impresa

oppure per lavori non soggetti a permesso a costruire, in sostituzione della documentazione attestante la conformità delle macchine, è sufficiente presentare un’autocertificazione che attesti di essere in possesso dei requisiti di cui all’allegato XVII.

 

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Distributore modifica prodotto

Distributore modifica prodotto

Spesso e volentieri il distributore modifica il macchinario in base alle specifiche richieste del cliente.  

Se le modifiche sono state previste o concordate con il fabbricante e sono state inserite nella valutazione dei rischi, nella documentazione tecnica e nella

dichiarazione di conformità fornite dal fabbricante, la marcatura CE originaria del fabbricante resta valida. Se, invece, le modifiche sono sostanziali (per esempio, una

modifica della funzione e/o delle prestazioni della macchina) e non previste o concordate con il fabbricante, la marcatura CE originaria decade e dovrà essere

rinnovata.

In questo caso, chi apporta le modifiche viene considerato il fabbricante ed è tenuto all’assolvimento di tutti gli obblighi di cui all’articolo 5, paragrafo 1.

 

Di fatto avviene un cambio di ruolo e responsabilità e il distributore diventa fabbricante.

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